L’Italia importa competenze qualificate soprattutto a Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna
Monaco di Baviera, 17 novembre 2011 – Experteer ( http://www.experteer.it ) servizio per lo sviluppo della carriera per manager e dirigenti europei, insieme a OMIS Research, ha condotto un’analisi sugli spostamenti dei manager europei trasferiti dall’Italia all’estero e viceversa per sviluppare il proprio iter professionale.
Il panel di ricerca si basa su un campione di 752.419 profili di candidati presenti nel database di Experteer e provenienti da 12 Paesi: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Scandinavia, Europa orientale e Stati Uniti d’America.
L’analisi, che ha considerato un arco temporale compreso tra il 2010 e il 2011, ha fotografato le scelte professionali dei manager italiani e stranieri che sono emigrati all’estero o che sono immigrati in Italia. Experteer ( http://www.experteer.it ) esplora le funzioni e i settori maggiormente coinvolti in questo studio della ‘geografia delle migrazioni manageriali’.
Dall’analisi si conferma la scarsa propensione dei professionisti italiani a spostarsi all’estero e la netta preferenza a restare nei confini europei. Infatti, i connazionali che per motivi di crescita professionale hanno scelto di andare all’estero, rappresentano solo il 5,5% del totale dei manager internazionali emigrati.
I principali Paesi, meta di carriera dei manager italiani, sono stati: la Svizzera con una percentuale del 15%, la Germania (13%), la Francia (10%), il Regno Unito (9%) e la Spagna (9%); solo il 6% si è trasferito negli Stati Uniti.
Le motivazioni all’origine degli spostamenti sono da ricercarsi nella vicinanza con il Paese natio e nella possibilità di cogliere opportunità professionali più sfidanti non solo da un punto di vista economico ma anche di crescita professionale e personale. Inoltre, il livello professionale è elevato: infatti il 54% di questi ha almeno 5 anni di esperienza.
Le aree funzionali che offrono maggiori opportunità sono, nell’ordine: la direzione aziendale insieme alla direzione vendite (11,4%), la ricerca e sviluppo (9%) e la consulenza con l’8,9%.
I principali settori merceologici nei quali operano sono: il commercio con il 12,4%, la consulenza per il 9,8%, l’industria di trasformazione con il 9,3% e infine la produzione di beni di consumo con il 9,2%.
La liberalizzazione del mercato del lavoro, specialmente di qualità, ha aumentato le opportunità di carriera per manager e top manager; pertanto anche l’Italia è stata ed è meta di ‘importazioni’ di professionisti di alto livello.
Milano, con le direzioni marketing e le funzioni centrali, attira il 28,9% del panel coinvolto nello studio; seguono: Roma (14,3%), Torino (3,8%), Firenze (2,7%) e Bologna (2,3%).
Le aree funzionali direttamente coinvolte dall’immigrazione di professionisti qualificati stranieri sono: la consulenza (12,3%), le vendite (12%), la direzione aziendale (10,3%) e il marketing (9,2%).
I settori che vedono la maggiore presenza di manager stranieri sono: la consulenza (13,1%), il commercio (10,9%), l’industria di trasformazione (8,8%) e la produzione di beni di consumo (8,6%).
“Dalla nostra ricerca, rappresentativa degli spostamenti internazionali dei professionisti presenti su Experteer, emerge che la propensione italiana a trasferirsi all’estero è bassa, soprattutto rispetto a quella dei colleghi internazionali. Viceversa, l’Italia è attraente per un numero significativo di manager stranieri che hanno portato competenze e valore competitivo nelle strutture organizzative nostrane.” Commenta Raphael Fleischer, Regional Director Italy & DACH.
Monica Villanueva
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